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Farmaco o esercizio per osteoporosi? Come decidere senza sbagliare
Se hai ricevuto una diagnosi di osteoporosi, il cervello cerca una risposta semplice:
“Prendo il farmaco o mi alleno?”
È umano.
Ma è la domanda sbagliata.
Perché l’osteoporosi non è un interruttore acceso/spento.
È un equilibrio dinamico tra biologia dell’osso, forze meccaniche e rischio reale di caduta.
E scegliere una sola leva, ignorando le altre, è il modo più veloce per restare confusa.
Farmaco ed esercizio non fanno la stessa cosa.
Agiscono su piani diversi.
Interviene sul rimodellamento osseo e sul turnover.
Riduce riassorbimento o stimola formazione (a seconda della classe).
Lavora sulla biologia del tessuto.
Interviene su:
Lavora sulla probabilità di cadere.
E la maggior parte delle fratture non avviene “perché l’osso si rompe da solo”.
Avviene perché si cade.
Le linee guida internazionali moderne stanno andando in questa direzione:
valutare rischio complessivo, non solo densità
La MOC misura la densità minerale ossea (BMD)
Ma NON misura:
E oggi la letteratura sta spostando il focus dalla sola densità alla qualità ossea e al rischio reale
Decidere solo sul T-score è come valutare la sicurezza di un’auto guardando solo la carrozzeria.
La domanda giusta non è:
“Cosa scelgo?”
Ma:
“Qual è il mio livello di rischio globale, adesso?”
Una decisione clinicamente sensata integra 3 livelli.
Questo terzo livello è il grande assente nella medicina tradizionale.
Ed è spesso il più modificabile.
Leggi anche:
>>La MOC spiega davvero come stanno le tue ossa?
>>Perché la MOC non migliora anche se ti stai impegnando
>>Farmaci per l’osteoporosi: quando sono davvero necessari
Frattura da fragilità + T-score severo.
Qui l’approccio integrato è spesso la scelta più prudente:
Perché ridurre solo il riassorbimento senza ridurre il rischio di caduta non è sufficiente.
T-score non drammatico.
Ma:
Qui può essere prioritario intervenire prima sul rischio di caduta.
Molti studi mostrano che l’esercizio meccanicamente stimolante influenza il metabolismo osseo
Ma soprattutto riduce il rischio reale di frattura attraverso il miglioramento neuromotorio.
La domanda non è:
“Farmaco subito?”
Ma:
Il farmaco può ridurre il rischio biologico.
L’esercizio può ridurre il rischio meccanico.
La frattura avviene quando rischio biologico + rischio meccanico si sommano.
Ecco perché “o/o” è un errore concettuale.
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Farmaco ed esercizio non sono alternative perfette: agiscono su aspetti diversi dell’osteoporosi. Il farmaco interviene sul metabolismo osseo; l’esercizio riduce il rischio di caduta e migliora il controllo del movimento. La scelta corretta nasce dalla valutazione integrata di rischio clinico, MOC e rischio funzionale reale.
Prima si misura.
Poi si decide.
La MOC misura la densità.
Ma non misura come ti muovi.
E oggi sappiamo che la fragilità funzionale può essere presente anche con MOC “non drammatica”.
Se vuoi decidere con lucidità, devi conoscere anche:
La scelta migliore nasce da dati completi.
Se vuoi decidere senza paura e senza improvvisare, il primo passo è misurare anche ciò che la MOC non vede.
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