Esercizi per l’osteoporosi: nasce MF40+ Riequilibrio Funzionale Mini Group
In questo articolo troverai:
Per l’osteoporosi basta fare esercizi di forza con i pesi?
La forza è fondamentale.
L’esercizio contro resistenza, le attività in carico, l’equilibrio e il lavoro funzionale rappresentano componenti centrali di un programma di esercizio rivolto alle persone con osteoporosi.
Ma nella pratica emerge una domanda:
Che cosa accade quando il corpo non riesce ancora a organizzare, distribuire e controllare bene quel carico?
Molte donne con osteopenia o osteoporosi non arrivano all’allenamento soltanto con una riduzione della densità ossea.
Arrivano anche con rigidità, ipercifosi, paura del movimento, differenze tra i due lati, respirazione bloccata durante lo sforzo, difficoltà nei passaggi di posizione o un equilibrio meno sicuro.
Non significa che prima si debba “correggere perfettamente” la postura e soltanto dopo iniziare a fare forza.
Significa che forza, controllo motorio, postura, respiro ed equilibrio devono essere allenati come parti dello stesso sistema.
Da questa esigenza nasce:
MF40+ Riequilibrio Funzionale — Mini Group
Un ciclo di 10 lezioni progressive, con un massimo di 5 partecipanti, creato per integrare i percorsi personalizzati Medical Fitness 40+.
Non è una palestra online.
Non è ginnastica dolce generica.
Non è fisioterapia.
Non è una lezione standard nella quale tutte devono eseguire gli stessi esercizi.
È un percorso di attività motoria adattata ed educazione corporea, sotto la guida metodologica del Dott. Davide Teggi, chinesiologo clinico esperto in osteoporosi e fondatore di Medical Fitness 40+.
Perché la forza è indispensabile, ma non esaurisce il problema
Le più importanti raccomandazioni sull’esercizio per l’osteoporosi indicano programmi multicomponente che comprendano attività contro resistenza, equilibrio, attività funzionale e, quando appropriate, attività in carico o a impatto.
Il consenso internazionale “Too Fit to Fracture” raccomanda esplicitamente di non affidarsi soltanto al lavoro aerobico, ma di integrare esercizi di resistenza ed equilibrio. Anche il consenso britannico sottolinea l’importanza di combinare forza, impatto, equilibrio ed esercizi rivolti alla funzione e alla postura.
Le più recenti linee guida DVO sulla prevenzione delle fratture confermano la necessità di individualizzare il programma e di utilizzare stimoli progressivi orientati sia alla salute muscolo-scheletrica sia alla riduzione del rischio di caduta.
Nei percorsi MF40+ questi principi sono già presenti attraverso:
esercizi contro resistenza;
programmi di forza progressivi;
attività sito-specifiche;
attività in carico e a impatto, quando compatibili;
lavoro di coordinazione;
equilibrio statico e dinamico;
stepping e cambi di direzione;
gesti funzionali;
progressione individualizzata del carico.
Il Mini Group non sostituisce questo lavoro.
Va a completare ciò che spesso non può essere approfondito abbastanza all’interno della sola scheda personalizzata.
I tre problemi funzionali sui quali lavoriamo
1. Asimmetrie e strategie compensatorie
Il corpo umano non è perfettamente simmetrico.
Una differenza tra destra e sinistra non rappresenta automaticamente una patologia e non deve essere eliminata a ogni costo.
L’asimmetria diventa però importante quando modifica il modo in cui la persona esegue un gesto.
Per esempio, quando:
il peso viene spostato sempre sullo stesso piede;
una gamba produce meno spinta;
il bacino devia durante la salita;
il tronco ruota;
un appoggio viene evitato;
una posizione provoca paura;
il carico viene assorbito attraverso strategie poco controllate;
un esercizio viene completato grazie a uno slancio o a un compenso eccessivo.
Nel Mini Group non cerchiamo una simmetria estetica perfetta.
Cerchiamo di aumentare le possibilità di movimento, migliorare la distribuzione dello sforzo e rendere più controllabile il passaggio verso carichi progressivamente più impegnativi.
2. Ipercifosi, rigidità toracica e controllo del tronco
L’osteoporosi non determina automaticamente ipercifosi.
Tuttavia, fratture vertebrali pregresse, dolore, decondizionamento, ridotta resistenza degli estensori e cambiamenti legati all’età possono contribuire a modificare l’organizzazione del tronco.
Una maggiore cifosi toracica non riguarda soltanto l’aspetto della schiena.
Può influenzare:
orientamento del capo e dello sguardo;
mobilità della gabbia toracica;
uso degli arti superiori;
equilibrio;
cammino;
distribuzione del peso;
passaggi da seduta a stazione eretta;
capacità di mantenere il controllo durante un esercizio.
Le raccomandazioni internazionali includono il lavoro sugli estensori del tronco e sulla postura tra le componenti utili dell’esercizio per le persone con osteoporosi.
L’obiettivo non è obbligare la donna a “stare dritta”.
Una postura rigida non è necessariamente una postura funzionale.
Lavoriamo invece su:
mobilità toracica compatibile;
controllo del tronco;
resistenza della muscolatura estensoria;
organizzazione scapolo-toracica;
relazione tra bacino, tronco e arti;
capacità di mantenere stabilità mentre il corpo si muove.
3. Respiro, tensioni ed equilibrio
Quando lo sforzo aumenta, molte persone trattengono il respiro.
Contemporaneamente irrigidiscono il collo, sollevano le spalle, aumentano la tensione del tronco o perdono fluidità nel movimento.
Il respiro non viene utilizzato nel Mini Group come semplice tecnica di rilassamento.
Viene integrato con:
mobilità toracica;
movimenti degli arti;
controllo del tronco;
trasferimenti del peso;
equilibrio;
stepping;
transizioni;
esercizi funzionali;
gestione dello sforzo.
Non sarebbe corretto attribuire le cadute a una sola alterazione posturale o respiratoria.
Le cadute sono multifattoriali e possono dipendere da forza, equilibrio, capacità di produrre un passo di recupero, vista, farmaci, condizioni cliniche, paura e ambiente.
Per questo un programma completo deve includere esercizi specifici di equilibrio, coordinazione e funzione, oltre al lavoro di forza.
Che cos’è MF40+ Riequilibrio Funzionale — Mini Group
È un’attività complementare ai percorsi MF40+ che integra tre livelli metodologici.
Principi della tradizione posturale globale
Il lavoro utilizza in forma adattata alcuni principi derivati dalla tradizione Mézières e dai successivi sviluppi RPG e SGA:
osservazione globale del corpo;
attenzione alle catene muscolari;
respirazione;
autoposture;
riconoscimento delle prime compensazioni;
lavoro progressivo sulle posizioni;
continuità tra diversi segmenti corporei.
Queste tecniche non vengono presentate come riproduzione del Metodo Mézières originale. Sono riferimenti storici e operativi reinterpretati per il contesto dell’attività motoria adattata.
Metodologie contemporanee
Alle autoposture e al lavoro percettivo vengono integrate attività rivolte a:
controllo motorio;
mobilità toracica;
equilibrio statico e dinamico;
controllo anticipatorio e reattivo;
stepping multidirezionale;
coordinazione;
transizioni;
sit-to-stand;
forza funzionale;
integrazione tra tronco e arti;
autoregolazione;
progressione del carico.
Adattamento MF40+
La scelta delle attività non dipende dal nome di una tecnica.
Dipende dalla persona.
Ogni proposta viene filtrata considerando:
eventuali fratture;
autonomia;
paura;
dolore;
esperienza motoria;
possibilità di lavorare a terra;
necessità di appoggi;
qualità delle transizioni;
programma personalizzato già svolto;
capacità di comprendere e seguire le consegne;
risposta osservata durante le lezioni.
La tecnica è uno strumento. La regia appartiene al metodo.
Come può essere personalizzato un lavoro in Mini Group?
Una delle domande più frequenti è:
L’attività per l’osteoporosi non dovrebbe essere personalizzata ad personam?
Sì.
Il punto di partenza, le varianti, il carico e la progressione devono considerare la singola persona.
Ma personalizzato non significa necessariamente svolgere ogni attività in rapporto individuale.
Significa non perdere la persona dentro il gruppo.
I Mini Group vengono composti cercando una sufficiente compatibilità tra le partecipanti in termini di:
autonomia;
livello motorio;
paura;
storia di fratture;
necessità di appoggi;
capacità di lavorare a terra;
equilibrio;
attività già svolta;
supervisione necessaria.
Nella stessa lezione, una donna può lavorare con una sedia, una seconda alla parete e una terza con una variante più evoluta.
L’obiettivo può essere comune.
Il punto di partenza, i tempi e il livello della richiesta possono essere differenti.
Stessa direzione. Punti di partenza diversi.
Prima di iniziare: 10 test funzionali
L’ingresso nel Mini Group non avviene casualmente.
Prima dell’inizio vengono raccolte informazioni sulla storia personale e vengono eseguiti 10 test funzionali.
Non servono a formulare una diagnosi medica.
Servono a osservare il modo in cui la persona gestisce compiti e posizioni coerenti con il percorso.
Permettono di approfondire aspetti come:
qualità degli appoggi;
eventuali asimmetrie funzionali;
controllo del tronco;
mobilità toracica;
equilibrio;
passaggi di posizione;
capacità di alzarsi e sedersi;
respirazione durante il movimento;
autonomia;
necessità di supporti o adattamenti.
I risultati non vengono sommati in un unico punteggio automatico.
Alcune informazioni hanno una priorità maggiore.
Dolore nuovo o in aumento, cadute o traumi recenti non chiariti, sintomi neurologici nuovi, sospetta frattura o perdita improvvisa di autonomia richiedono un approfondimento prima dell’eventuale inserimento.
Prima si misura. Poi si decide.
Come sono organizzate le 10 lezioni
Le dieci lezioni non sono incontri indipendenti.
Costituiscono una progressione.
Prima fase: percezione e punto di partenza
Le prime lezioni introducono:
respirazione;
appoggi;
percezione del corpo;
riconoscimento delle rigidità;
prime strategie compensatorie;
varianti individuali.
Seconda fase: asimmetrie e organizzazione del tronco
Il lavoro si concentra su:
differenze funzionali tra i due lati;
mobilità toracica;
ipercifosi;
controllo scapolare;
relazione tra bacino e tronco;
capacità di mantenere una posizione senza irrigidirsi eccessivamente.
Terza fase: integrazione tra tronco e arti
Le competenze percettive vengono inserite nel movimento:
utilizzo degli arti superiori;
organizzazione dell’arto inferiore;
relazione piede-ginocchio-anca;
coordinazione;
stabilità;
primi incrementi della richiesta.
Quarta fase: transizioni ed equilibrio
Si lavora su:
sedersi e rialzarsi;
cambi di posizione;
spostamenti del peso;
passi in più direzioni;
equilibrio dinamico;
controllo della discesa;
capacità di recuperare stabilità.
Quinta fase: integrazione e preparazione al carico
Le ultime lezioni collegano ciò che è stato appreso:
agli esercizi della scheda personalizzata;
alle attività quotidiane;
alla gestione del carico;
alla maggiore autonomia;
alla capacità di riconoscere la propria variante;
alla progressione successiva.
Questa struttura rappresenta una direzione, non una gabbia.
Le lezioni vengono adattate in base alla risposta del gruppo e delle singole partecipanti.
Come viene decisa la progressione
La difficoltà non aumenta semplicemente perché è iniziata una nuova lezione.
Si progredisce quando la partecipante dimostra:
comprensione della consegna;
respirazione gestibile;
controllo sufficiente;
autonomia nell’ingresso e nell’uscita dalla posizione;
paura tollerabile;
recupero adeguato;
capacità di ripetere il gesto con una qualità soddisfacente.
Quando viene aumentata la richiesta, si modifica preferibilmente una variabile alla volta:
durata;
ampiezza;
leva;
base di appoggio;
quantità di supporto;
coordinazione;
velocità;
resistenza;
complessità della transizione.
Il corpo non deve raggiungere la variante più difficile.
Deve costruire il passaggio successivo più coerente.
Guarda la presentazione qui di seguito, dove il dott. Teggi parla di come si svolgeranno le lezioni.
Un esempio concreto: alzarsi dalla sedia
Il passaggio dalla posizione seduta a quella eretta mostra bene la filosofia del Mini Group.
Non è soltanto una prova di forza delle gambe.
Richiede:
organizzazione dei piedi;
trasferimento del peso;
coordinazione tra anche, ginocchia e caviglie;
controllo del tronco;
respirazione;
equilibrio;
capacità di distribuire lo sforzo;
controllo della successiva discesa.
Molte persone cercano di alzarsi lanciando il busto in avanti, spingendo prevalentemente da un lato o trattenendo il respiro.
Nel Mini Group si insegna prima a creare una base stabile, poi a trasferire il peso verso i piedi e infine a produrre la spinta con gli arti inferiori.
Una partecipante può utilizzare una sedia più alta o le mani.
Un’altra può lavorare senza appoggi.
Una terza può concentrarsi sul controllo della discesa.
Il gesto è lo stesso.
La progressione no.
Il Mini Group sostituisce il programma personalizzato?
No.
Il programma personalizzato MF40+ continua a fornire il lavoro necessario su:
forza;
impatto, quando indicato;
attività sito-specifiche;
equilibrio;
coordinazione;
funzione;
frequenza;
dose;
progressione dei carichi.
Il Mini Group lavora parallelamente sulla qualità con cui la persona affronta quel programma.
Può aiutare a:
comprendere meglio le posizioni;
riconoscere compensi e asimmetrie;
integrare il respiro;
organizzare meglio il tronco;
controllare le transizioni;
utilizzare gli appoggi;
affrontare gli esercizi con maggiore consapevolezza;
rendere più fluido il trasferimento tra apprendimento tecnico e scheda personale.
È quindi un acceleratore tecnico del percorso, non una scorciatoia e non un programma completo alternativo.
Per chi può essere indicato
Il Mini Group può essere coerente per donne che:
hanno osteopenia o osteoporosi;
presentano rigidità o ipercifosi;
sentono di utilizzare un lato più dell’altro;
trattengono il respiro durante lo sforzo;
hanno paura di alcune posizioni;
vogliono migliorare controllo ed equilibrio;
desiderano comprendere meglio gli esercizi;
sono sufficientemente autonome;
riescono a seguire le consegne;
possono lavorare senza assistenza personale continua;
stanno già seguendo un percorso MF40+ o necessitano di un’integrazione tecnica.
La diagnosi, da sola, non determina l’idoneità.
Due donne con valori MOC simili possono avere forza, autonomia, equilibrio e bisogni completamente differenti.
Quando il Mini Group non va forzato
Il lavoro in piccolo gruppo può non essere il primo passo quando sono presenti:
dolore nuovo o in aumento;
caduta o trauma recente non chiarito;
sospetta frattura;
sintomi neurologici nuovi;
vertigini importanti;
dispnea insolita;
indicazioni mediche non chiare;
necessità di assistenza continua;
difficoltà che richiedono un’osservazione prevalentemente individuale.
In queste situazioni può essere necessario un confronto con il medico, un approfondimento, un check o una seduta one-to-one.
Il medico rimane centrale per diagnosi, esami, farmaci e terapie.
MF40+ integra la dimensione motoria e funzionale.
MF40+ Riequilibrio Funzionale — Mini Group nasce per rispondere a una necessità precisa:
non soltanto aumentare il carico, ma migliorare il modo in cui il corpo lo riceve, lo distribuisce e lo controlla.
Il percorso integra:
principi posturali globali;
autoposture adattate;
controllo motorio;
respirazione;
mobilità toracica;
lavoro sulle asimmetrie funzionali;
equilibrio;
stepping;
transizioni;
forza funzionale;
progressione verso il carico.
Con una struttura chiara:
10 lezioni progressive Massimo 5 partecipanti 10 test funzionali iniziali Varianti individuali Supervisione professionale Integrazione con il percorso personalizzato MF40+
Vuoi ricevere informazioni sui prossimi Mini Group?
Prima dell’ingresso verranno raccolte le informazioni necessarie per comprendere il punto di partenza e verificare la compatibilità con il gruppo disponibile.
Il Mini Group è adatto a tutte le persone con osteoporosi?
No. L’idoneità dipende da autonomia, dolore, paura, storia di fratture, equilibrio, capacità di seguire le consegne e livello di supervisione necessario. Prima dell’ingresso è prevista una valutazione funzionale.
Il Mini Group sostituisce l’allenamento di forza?
No. Lo integra. L’esercizio contro resistenza rimane centrale nel percorso per l’osteoporosi. Il Mini Group approfondisce postura, respiro, equilibrio, controllo motorio e qualità del movimento.
Il lavoro in Mini Group è personalizzato?
Sì, attraverso la selezione di gruppi funzionalmente compatibili, varianti individuali, appoggi differenti e progressioni adattate. Personalizzato non significa necessariamente individuale in ogni momento.
Quante persone partecipano?
Ogni Mini Group è composto da un massimo di cinque partecipanti.
Quanto dura il percorso?
Il percorso comprende dieci lezioni progressive. Frequenza, calendario, durata degli incontri e condizioni di partecipazione devono essere confermati dall’amministrazione.
Che cosa viene valutato prima dell’inizio?
Vengono raccolte informazioni sulla storia personale e vengono osservati aspetti funzionali come appoggi, asimmetrie, controllo del tronco, mobilità toracica, equilibrio, transizioni, respirazione e autonomia.
È possibile partecipare in presenza di fratture vertebrali?
Dipende dalla storia clinica, dalla stabilità della condizione, dalle indicazioni ricevute e dalle capacità funzionali della persona. La presenza di una frattura non deve essere valutata autonomamente attraverso il sito: serve un inquadramento professionale e, quando necessario, medico.
Vuoi ricevere informazioni sui prossimi Mini Group?
Prima dell’ingresso verranno raccolte le informazioni necessarie per comprendere il punto di partenza e verificare la compatibilità con il gruppo disponibile.
Vuoi capire davvero cosa ha senso fare nei primi mesi dopo la diagnosi? Se stai cercando di fare ordine senza farti male o sbagliare, abbiamo preparato una serie di email gratuite che aiutano a comprendere cosa ha senso fare nei primi mesi dopo la diagnosi. Abbiamo preparato una newsletter gratuita con email chiare, pratiche e senza ansia. Contenuti clinici, spiegati bene.
Siamo qui per aiutarti a migliorare la qualità della tua vita, prevenendo ulteriori complicazioni e potenziando la tua salute ossea. Richiedi un appuntamento gratuito con la nostra consulente del benessere su WhatsApp
Guarda anche il video qui sotto, dove rispondiamo alle tante domande che ci arrivano sui nostri percorsi per saperne di più sui nostri percorsi di recupero personalizzati. Insieme possiamo far ripartire le tue ossa!