La MOC spiega davvero come stanno le tue ossa?

Perché questo articolo esiste

Se hai una MOC in mano, è normale cercare una risposta semplice:

“Sto peggiorando o sto migliorando?”

Il problema è che la MOC è uno strumento prezioso, ma parziale.
Misura un pezzo della storia (densità), non tutta la storia (resistenza, cadute, controllo del movimento).

E quando un referto parziale viene letto come una sentenza totale, succedono due cose:

  • ti spaventi troppo
  • oppure ti tranquillizzi troppo

Entrambe sono scelte clinicamente rischiose.

Cosa misura davvero la MOC (DXA)

La MOC (DXA – Dual-energy X-ray Absorptiometry) è il test diagnostico di riferimento per la diagnosi densitometrica di osteopenia e osteoporosi.

Misura la densità minerale ossea (BMD) in aree specifiche:

  • colonna lombare
  • femore (collo femorale o anca totale)

Restituisce valori come:

  • T-score (confronto con adulto giovane sano)
  • Z-score (confronto con popolazione della stessa età)

Leggi la guida gratuita >>Come leggere una moc per l’osteoporosi

Densità ossea e osteoporosi

La MOC misura la densità minerale ossea (BMD) in aree specifiche (tipicamente colonna lombare e femore), e la traduce in numeri come T-score e Z-score.

È importante perché:

  • aiuta a stimare il rischio di frattura (il rischio aumenta quando la BMD scende)
  • serve per il follow-up e per monitorare la risposta nel tempo, con le giuste cautele

Ma attenzione: la MOC misura soprattutto “quanto minerale” c’è in una certa area. Non può dire da sola “quanto regge” quell’osso nella tua vita reale.

H2 — Cosa NON misura

Questa è la parte che riduce ansia e confusione: capire cosa una MOC, per definizione, non può raccontare.

Resistenza (forza reale dell’osso)

La “resistenza” dell’osso non dipende solo dalla densità. Dipende anche da:

  • qualità della micro-architettura
  • geometria e distribuzione del tessuto
  • velocità di rimodellamento
  • presenza di deformità vertebrali o fratture pregresse

Per questo esiste un concetto chiave: il rischio di frattura è multifattoriale. La BMD è cruciale, ma non cattura tutti i determinanti (per esempio il rischio di caduta).

Funzione (come ti muovi e quanto rischi di cadere)

Una delle cose più sottovalutate è che molte fratture non arrivano “solo” per densità bassa: arrivano dopo una caduta o una perdita di controllo.

La MOC non misura:

  • equilibrio dinamico
  • reattività a inciampo/scivolamento
  • stabilità del tronco
  • rigidità e compensi posturali
  • sicurezza del passo

Ecco perché due persone con lo stesso T-score possono avere rischi molto diversi: una cade raramente e controlla bene il corpo; l’altra ha instabilità, rigidità, paura di movimento e cade più facilmente.

Perché va contestualizzata

La domanda giusta non è “Quanto è il mio T-score?”.
La domanda giusta è: Che cosa significa questo numero nel mio caso?

Persona ≠ numero

Qui ci sono 5 motivi concreti (e molto pratici) per cui la MOC va letta nel contesto:

  1. Una variazione piccola può essere solo “rumore”
    Tra una MOC e la successiva, cambiamenti piccoli possono rientrare nell’errore di misura. Le linee guida cliniche parlano del concetto di Least Significant Change (LSC): sotto una certa soglia, la differenza può non essere “vera” ma legata a precisione e condizioni dell’esame.
  2. Siti diversi raccontano storie diverse
    Colonna e femore possono cambiare in modo non identico. Artrosi, calcificazioni o fattori tecnici possono alterare la lettura in alcune sedi.
  3. La MOC non vede il rischio di caduta
    La fragilità non è solo “osso”, è anche “movimento”. Il rischio di frattura dipende anche da fattori non scheletrici, come la propensione a cadere.
  4. Il rischio clinico non è solo densitometrico
    Età, farmaci (es. corticosteroidi), fratture pregresse, familiarità, fumo, peso, comorbidità: tutto cambia la decisione, anche a parità di MOC. Le linee guida usano strumenti di rischio (es. FRAX) proprio perché la BMD non basta.
  5. Il tuo obiettivo non è un numero: è non fratturarti
    La MOC aiuta, ma l’obiettivo clinico reale è ridurre fratture e cadute: questo richiede un sistema (valutazione + intervento + follow-up).

La MOC è utile per misurare la densità ossea e aiutare la stima del rischio di frattura, ma non misura resistenza reale, rischio di caduta e qualità del movimento. Un numero ha senso solo se inserito nel contesto clinico e funzionale della persona.

Un numero ha senso solo se inserito nel contesto giusto.
Se hai una MOC che ti confonde, il passo intelligente è smettere di decidere “a sensazione” e misurare anche ciò che la MOC non vede: equilibrio, controllo e compensi.

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Se vuoi capire di più sull’argomento leggi la guida intera che abbiamo preparato >>Farmaci per l’osteoporosi e MOC: come decidere senza paura

DOMANDE FREQUENTI SULL’ARGOMENTO

Devo scegliere tra farmaco e esercizio per l’osteoporosi?

Spesso no. Farmaco ed esercizio agiscono su aspetti diversi: osso e movimento. La scelta più efficace è spesso integrata e personalizzata.

Se mi alleno bene posso evitare il farmaco?

Dipende dal tuo rischio complessivo. In alcuni casi sì, in altri (rischio alto o fratture pregresse) può essere necessario integrare o valutare una strategia medica.

La MOC basta per decidere?

No. La MOC è un pezzo importante, ma non misura rischio di caduta, equilibrio, reattività e compensi. Servono dati clinici e funzionali.

Qual è il primo passo per decidere senza paura?

Fare una valutazione completa: rischio clinico, lettura corretta della MOC e misurazione del rischio funzionale (equilibrio, controllo e compensi).

Fonti e riferimenti (citabili)

Scopri chi siamo, la nostra storia e tutto il nostro staff >> FITNESS 40+ OSTEOPOROSI – CHI SIAMO

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