Come si trasmette il coronavirus sembra una domanda alla quale tutti ormai sono in grado di rispondere, in realtà c’è qualche misundersting di troppo credo.
C’è poca chiarezza sul tema, sento troppe chiacchiere inutili che hanno creato un mucchio di confusione.
SARS-CoV-2, detto coronavirus, è un virus respiratorio che si diffonde attraverso le goccioline del respiro delle persone infette con uno starnuto, un colpo di tosse o si soffiano il naso, oppure con il semplice “parlare” in modo animato.
 
Altri meccanismi di trasmissione riconosciuti sono il contatto diretto ravvicinato, toccando con le mani contaminate le mucose di bocca, naso e occhi, e, non ultimo, il contatto mani mucose con superfici contaminate.
 
Studi recenti basati su campionamenti dell’aria nei pazienti affetti da COVID-19 aventi carica virale significativa nelle loro secrezioni respiratorie, non hanno rilevato tracce di RNA del virus ma, al contrario, RNA virale è stato identificato sulle superfici accanto al malato.
 
Al momento il tempo di sopravvivenza del virus sulle superfici varia in relazione al tipo di superficie considerata.
 
Il virus persiste sul tessuto esterno delle mascherine chirurgiche fino a 7 giorni, dato estremamente importante.
 
In condizioni di laboratorio, il virus in forma infettiva veniva rilevato per periodi inferiori alle 3 ore su carta, fino a 24 ore su legno, e 3-4 giorni su superfici lisce in acciaio e plastica.
 
Uno studio in particolare ha mostrato persistenza di coronavirus su guanti chirurgici in lattice per periodo da 1 a 3 ore.
 
Van Doremalen e il suo staff, con altri studi eseguiti, hanno dimostrato che il virus infettante si trova anche fino a 4 ore su rame, 24 ore su cartone, 48 ore sull’acciaio e 72 ore su plastica, con una temperatura di 20 gradi circa; esiste tra l’altro la possibilità che il virus venga rapidamente inattivato su superfici di rame e il suo RNA venga distrutto.
 
Temperature elevate fanno asciugare più rapidamente le goccioline, riducendo tantissimo le possibilità di sopravvivenza del virus.
 
In luoghi con maggiore umidità, invece, le goccioline restano più a lungo sulle superfici e le possibilità di sopravvivenza del virus aumentano: per esempio la ricerca esamina il tempo di asciugatura di una gocciolina in un ambiente.
 
Sembra che a 25 gradi il tempo di evaporazione per le goccioline piccole è di 6 secondi, che aumenta a 27 secondi per le goccioline di grandi dimensioni.
 
A 40 gradi il tempo di evaporazione si riduce del 50%; l’evaporazione di una gocciolina aumenta di quasi 7 volte con l’aumento dell’umidità.
 
Il contatto con i casi sintomatici, ovvero coloro che hanno il covid-19 e hanno sintomi anche leggeri è il problema principale della trasmissione del coronavirus.
Un altro grande fattore che alimenta la trasmissione del virus sono le persone infette e asintomatiche o anche persone infette ma che non ancora presentano sintomi perchè si trovano nel periodo di latenza del virus.
 
Non si conoscono in modo definitivo come si trasmette il coronavirus e le modalità di trasmissione di SARS-CoV-2, ma è chiaro e limpido come la replicazione virale nella mucosa nasale sia un fattore importantissimo ed alquanto determinante per quanto riguarda la trasmissione da parte di portatori sani.
 
Ecco il motivo per il quale è necessario evitare che grosse goccioline possano entrare nel polmone.
 
covid-19
La maggiore causa di contagio è quindi determinata dallo stretto contatto con un soggetto infetto.
 
Cosa significa contatto stretto quindi?
 
Si intende una persona che vive nella stessa casa di un malato, una persona che ha avuto contatto fisico diretto con un caso di COVID-19, anche una sola semplice stretta di mano; una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con secrezioni nasali di un malato, anche solo su un fazzoletto di carta.
covid-19
Come si trasmette il coronavirus ?
Un contatto diretto dove avviene una discussione frontale  con un caso di COVID-19 per un periodo di 10-15 minuti; una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula,
sala riunioni, sala d’attesa, veicolo) con un caso per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri; un operatore sanitario che fornisce assistenza diretta ad un caso di covid; una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove era seduto il soggetto.
 
Attenzione anche all’esposizione e permanenza in luoghi con sistemi di aerazione forzata: vi sono evidenze epidemiologiche per le quali coloro che permangono a lungo in locali con sistemi di climatizzazione, sono più esposti al contagio.
 
Per prevenire l’infezione è comunque importante tenere pulite le superfici con disinfettanti che sono in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone. Come devono essere questi disinfettanti?
 
Devono contenere dal 75% al 90% di etanolo o a base di cloro all’1% (candeggina).
 
Occorre disinfettare gli oggetti che si usano frequentemente (telefono cellulare, auricolari, microfono) con un panno inumidito e prodotti a base di alcol o candeggina.
Ora spero che questo articolo abbia fatto un po’ di chiarezza su come si trasmette il coronavirus e che tu possa condividerlo sui social contribuendo per fare sana e robusta informazione.
Dai un’occhiata qui anche all’articolo che abbiamo pubblicato mesi fa sulle vitamine che ti aiutano a proteggerti dal coronavirus.
Dr. Davide Teggi
Coach Antiaging – Counseling nutraceutico

Leave a Comment